Autorizzazione agli scarichi per autolavaggio: come e dove si ottiene?

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Per aprire un autolavaggio quello che ti serve è l’autorizzazione agli scarichi, ma come e dove si ottiene?

La disciplina degli scarichi idrici per gli autolavaggi presuppone l’obbligo dell’autorizzazione prima della loro attivazione.

L’autorizzazione va richiesta per:
• i nuovi scarichi;
• gli autolavaggi che hanno cambiato ubicazione ;
• gli autolavaggi che hanno subito ampliamenti o modifiche tali da variare sostanzialmente le caratteristiche dello scarico.

L’autorizzazione va presentata al Comune, se lo scarico è in pubblica fognatura, alla Provincia, in tutti gli altri casi. Per l’espletamento dell’istruttoria tecnica l’ente può avvalersi del supporto dei propri tecnici, che analizzano la documentazione presentata, con la possibilità di richiedere integrazioni documentali e chiarimenti, ed effettuano appositi sopralluoghi. A conclusione dell’istruttoria tecnica,  viene rilasciato il parere non impugnabile. L’ente competente, in conformità al parere, è obbligato a rilasciare l’autorizzazione entro 90 giorni dalla richiesta; trascorso inutilmente tale periodo, la domanda di autorizzazione si intende respinta.

Documentazione richiesta

1) Acque reflue industriali
La domanda di autorizzazione agli scarichi dovrà essere indirizzata alla Provincia se lo scarico avviene in acque superficiali o sul suolo la dove previsto da normativa, al Comune se in pubblica fognatura. Ai fini della verifica della conformità degli scarichi alla normativa ambientale è necessaria una relazione
tecnica contenente:
• descrizione del lay-out produttivo con indicazione delle materie prime utilizzate;
• descrizione sul funzionamento dell’impianto di depurazione delle acque, firmata da tecnico abilitato, articolata per fasi;
• planimetria della rete idrica separata possibilmente in scala 1:200, firmata da tecnico abilitato, riportante : – reti di scolo separate dei diversi scarichi (acque reflue industriali, acque reflue domestiche, acque meteoriche);
– indicazione del recapito finale e localizzazione dei punti di immissione degli scarichi;
– indicazione del pozzetto di ispezione e di campionamento
– configurazione della rete di approvvigionamento idrico, con l’indicazione del punto di prelievo e di eventuali pozzi;

– presenza o meno di un sistema di raccolta, canalizzazione e convogliamento delle acque di dilavamento dei piazzali, con indicazione e perimetrazione di eventuali aree adibite a stoccaggio di materie prime e/o rifiuti materiali o a parcheggio. Descrizione delle misure di disinquinamento previste;
• verifica del rispetto dell’art. 33 (rispetto del regolamento emanato dal gestore del servizio idrico integrato in tema di scarichi in reti fognarie).

2) Acque reflue urbane
Nei progetti di nuovi insediamenti la rete idrica deve essere separata tenendo divise le acque bianche (meteoriche) dalle acque nere (domestiche e/o industriali);
Agli elaborati atti progettuali relativi all’impianto va allegata planimetria della rete idrica possibilmente in scala 1:200 firmata da tecnico abilitato contenente:
• la separazione delle reti di scolo che deve risultare distinta, per con tratto o colore diverso;
• l’indicazione del recapito finale;
• l’individuazione dei pozzetti di ispezione, caditoie, vasche di depurazione biologica, nonché degli altri eventuali impianti di depurazione. Il pozzetto terminale di campionamento, immediatamente a monte del recapito finale, deve essere di materiale leggero facilmente sollevabile e in posizione tale da poter permettere un agevole campionamento;
• l’indicazione delle aree esterne di deposito di materie prime o rifiuti e i sistemi di raccolta e/o trattamento degli inquinanti derivanti dal loro dilavamento;
• descrizione dei sistemi di prevenzione e sicurezza non solo per evitarne il dilavamento, ma anche per contenere eventuali spargimenti accidentali.
Tutti gli accorgimenti e le misure riportati negli elaborati grafici devono essere descritti in una apposita relazione da allegare agli atti.

Costi

E’ previsto il pagamento dei diritti sanitari relativo al costo delle analisi di laboratorio effettuate.

Scadenze e rinnovi

L’autorizzazione è valida per 4 anni dal momento del rilascio. Un anno prima della scadenza va richiesto il rinnovo dell’autorizzazione secondo le procedure adottate per la richiesta di autorizzazione. In questo caso lo scarico sarà provvisoriamente mantenuto in esercizio, nel rispetto di quanto già prescritto nella precedente autorizzazione. In caso di modifiche relative alla quantità o alla tipologia degli scarichi è necessario richiedere una nuova autorizzazione.
Una prima autorizzazione viene rilasciata provvisoriamente per 6 mesi. L’Ente di riferimento effettua tre campionamenti di acqua; se i risultati di almeno due campionamenti sono conformi ai limiti di legge, l’ente preposto concede l’autorizzazione definitiva, che deve tuttavia essere richiesta 15 giorni prima della
scadenza dell’autorizzazione provvisoria.

Sanzioni penali

Chiunque apre o comunque effettua nuovi scarichi di acque reflue, senza autorizzazione, ovvero continua ad effettuare o mantenere detti scarichi dopo che l’autorizzazione sia stata sospesa o revocata, oppure chi effettua scarichi di acque reflue industriali autorizzati in base alla normativa previgente e non ottempera alle disposizioni di cui all’art. 62, c. 12, è previsto l’arresto da due mesi a due anni o ammenda da € 1.032,00 a € 7.746,00.
Chi, nell’effettuazione di uno scarico di acque reflue, supera i valori limite fissati nelle tabelle o dalle Regioni o dalle Province autonome o dall’autorità competente a norma dell’art.33, c.1, è punito con l’arresto fino a due anni e con l’ammenda da € 2.582,00 a € 25.822,00.

Sanzioni penali scarichi autolavaggio

Le sanzioni precedenti si applicano altresì al gestore di impianti di trattamento delle acque reflue urbane che nell’effettuazione dello scarico supera i valori limite previsti.
Il titolare di uno scarico che non consente l’accesso agli insediamenti da parte del soggetto incaricato del controllo è punito con la pena dell’arresto fino a due anni.
Chiunque non osservi i divieti di scarico previsti dagli artt. 29 e 30 è punito con l’arresto sino a tre anni. Chiunque non osserva le prescrizioni regionali assunte a norma dell’art. 15, cc. 2 e 3, dirette ad assicurare il raggiungimento ovvero il ripristino degli obiettivi di qualità delle acque designate ai sensi dell’art.14, ovvero
non ottempera ai provvedimenti adottati dall’autorità competente ai sensi dell’art. 14, c.3, è punito con l’arresto sino a due anni o con l’ammenda da € 3.615,00 a € 36.151,00.

Enti titolari

Amministrazione Comunale se lo scarico è in pubblica fognatura
Amministrazione Provinciale tutti gli altri casi.

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