Sistemi più utilizzati per il lavaggio della moquette

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I sistemi più utilizzati per il lavaggio della moquette di un auto sono principalmente quattro:

  • LAVAGGIO A MANO

Il primo metodo di cui vogliamo parlarvi si svolge grazie all’utilizzo di un semplice erogatore a spruzzo.  L’erogatore conterrà al suo interno una miscela ben calibrata di acqua e detergente.

Dopo aver erogato il detergente nella tappezzeria della macchina, si dovrà adoperare una spazzola per frizionare e far emulsionare lo sporco con il prodotto; infine attraverso una pelle in microfibra, si asporterà il materiale di risulta risciacquando opportunamente la parte trattata.

Questo sistema, come potete immaginare, risulta lento e faticoso, specialmente nella fase di asciugatura del tessuto trattato, in quanto la miscela detergente, dopo essere stata erogata nel tessuto, non viene aspirata da un macchinario, ma resta nel tessuto, per cui si dovrà attendere che lo stesso si asciughi, richiedendo in questa fase anche tempi di attesa pari a tre/ quattro ore, specialmente nella stagione invernale. Inoltre, questo sistema, prevedendo solo l’azione manuale dell’operatore, obbliga il lavaggista ad accettare non più di due/tre lavaggi di moquette al giorno per ciascun operatore impiegato.

  • INIEZIONE/ESTRAZIONE

Questo sistema, è stato concepito affinché la miscela acqua/detergente non sia irrorata nel tessuto allo stato liquido, bensì in forma nebulizzata.

Dopo la nebulizzazione del prodotto nel tessuto, si potrà usare un panno o una spazzola per la sua lavorazione. Ad ogni modo, lo sporco va trattato manualmente. In certi casi, dopo aver iniettato la soluzione nebulizzata nel tessuto, alcuni preferiscono frizionarla direttamente con la bocchetta lava-sedili, per una questione di praticità e per ridurre i tempi di lavorazione.  Purtroppo a volte questo sistema nasconde insidie pericolose. Se durante le frizioni la bocchetta dovesse filarsi o danneggiarsi, potrebbe irrimediabilmente danneggiare il sedile che si sta lavando.

Lo sporco che risulterà dal lavaggio, verrà aspirato e raccolto all’interno di un fusto, che potrà essere in acciaio, in plastica, basculante o meno.

Attenzione tuttavia ad un particolare: il sistema ad iniezione-estrazione è in grado di aspirare dai tessuti lavorati il 30/40 per cento del prodotto iniettato. Il resto, in parte evapora in piccole quantità, ma la restante parte di miscela acqua/detergente si depositerà nel fondo dei sedili. Di conseguenza, se l’operatore che laverà la tappezzeria non è al corrente di questa problematica e non saprà gestire il prodotto, rischierà di offrire un servizio scadente, in quanto, dopo qualche giorno, il residuo organico depositato nel fondo del sedile, inizierà a decomporsi emanando odori molto sgradevoli. A questo punto bisognerà fare i conti con i clienti insoddisfatti. In certi casi basterà utilizzare un prodotto sciogli-odori che incapsuli il prodotto e lo faccia sparire.

Le macchine lavamoquette più usate hanno fusti da 50 a 70 litri, anche se esistono macchine con capacità molto più ridotte. Sono macchine simili agli aspiratori, con la differenza che sono dotate di pompe per l’iniezione.

Quando si sceglie una lavamoquette a iniezione-estrazione è fondamentale che presenti le seguenti caratteristiche: dovrà avere almeno due motori in aspirazione, ciascuno dei quali della potenza di 1200 watt e la pompa utilizzata dovrà essere adeguata al tempo di lavoro a cui verrà sottoposta.

La scelta della pompa varierà, quindi, sulla base del numero di tappezzerie che l’operatore dovrà lavare giornalmente. Per poche tappezzerie, lavorate a distanza di molto tempo l’una dall’altra, sarà sufficiente una pompa da 50 watt, mentre se la mole di lavoro è tanta e lo spazio tra il lavaggio di una moquette e l’altra è breve, allora sarà indispensabile dotarsi di pompe che abbiano una potenza minima di 90 watt.

  • LAVAGGIO A SCHIUMA

Qs metodo, viene sempre più utilizzato anche dalle imprese di pulizia industriale, in quanto la schiuma, soprattutto quando è ad alta densità, non viene assorbita dalla superficie trattata. Le pompe dosatrici , attraverso un compressore, trasformano il prodotto detergente dalla forma liquida in forma schiumosa.

Un importante vantaggio di questo sistema deriva dall’ impenetrabilità della schiuma nel tessuto. Evitando che la soluzione detergente si depositi nel fondo del sedile, non si presenterà il problema antipatico di avvertire cattivi odori dopo qualche giorno dal lavaggio.

Le Aziende produttrici stanno realizzando anche  macchine per il lavaggio a schiuma calda. Questa soluzione risulta ancora più efficace, in quanto il calore, facilitando l’apertura dei pori del tessuto, permetterà di effettuare un lavaggio più accurato.

Inoltre , trattando solamente la superficie del tessuto, la macchina potrà essere resa in tempi più brevi. Nella stagione invernale, si potrà riconsegnare l’auto al cliente dopo circa 30 minuti dal lavaggio.

  • LAVAGGIO A VAPORE

Il vapore è un ottimo strumento di lavaggio, in quanto, oltre all’azione di detergenza, ha anche un azione battericida.  Per l’acquisto di una macchina a vapore, vi suggeriamo di affidarvi a Fornitori specializzati, in quanto, talvolta, i lavaggisti hanno riscontrato in macchinari di seconda scelta importanti lacune di progettazione.

Ad esempio , a volte si è verificato che al loro interno la parte elettronica e la caldaia non erano ben isolate fra loro. Per cui la condensa, prodotta dalla caldaia, potrebbe depositarsi nelle parti elettroniche  danneggiandole irrimediabilmente. Altre macchine producono vapore a temperature molto elevate, che oscillano dai 120 ai 140 gradi. Se i loro accessori non sono realizzati per supportare queste temperature si potrebbero squagliare o bruciare.

Il vapore non può essere maneggiato senza cognizione di causa. Quindi consigliamo, prima di usarlo, di effettuare un corso specifico oppure di richiedere assistenza all’Azienda costruttrice.



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