Il modo migliore di trovare lavoro in un autolavaggio

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Se hai esperienze di lavoro come lavaggista o ti piacerebbe lavorare in un autolavaggio per la prima volta, questo articolo può esserti utile.

Lavorare in un autolavaggio non richiede titoli di studio o particolari conoscenze tecniche, quello che serve invece è motivazione e resistenza fisica. Il fatto che non occorrano particolari conoscenze o titoli di studio, non dovrebbe essere preso alla leggera da te che stai cercando un lavoro, magari per la prima volta. Vediamo di quali accorgimenti devi tenere conto e quali sono gli atteggiamenti raccomandati e quelli sconsigliati. 

Il curriculum

Il tuo curriculum è come un biglietto da visita. In poche righe devi cercare di fare subito una buona impressione, per questo dovrai fare molta attenzione a quello che scrivi, sii conciso e chiaro. Allega una foto dove mostrare te stesso pulito, ordinato e sorridente.

Reputazione

Se sei iscritto nei Social e ti piace postare le foto con i tuoi amici, ti consiglio vivamente di eliminare tutte le foto compromettenti o che potrebbero dare una brutta immagine di te al nuovo potenziale datore di lavoro; secondo te, dopo aver fatto il colloquio e magari aver dato una buona impressione, dove andrà il datore di lavoro per trovare informazioni sul tuo conto? Pensaci!

Presentazione

Prepara una presentazione dove spieghi chi sei, qual’è il tuo background e cosa vorresti trovare, impara a memoria questa presentazione, allenati ripetendola davanti allo specchio fino a quando sarai in grado di esporla con naturalezza.

Proponiti

Quando sarai pronto con la tua presentazione, scarica dal Web una lista di autolavaggi della tua città e vai a visitarli di persona, non lo fa quasi mai nessuno; presentati chiedi di essere accolto o fissa un appuntamento con il datore di lavoro per i giorni successivi. Non presentarti il venerdì, il sabato o la domenica, non all’ora di pranzo o in prossimità dell’orario di chiusura; l’orario ideale è la mattina tra le 8 e le 11. Se arrivi in macchina non entrare in contromano, vai piano e parcheggia sempre e solo negli appositi spazi o fuori dall’impianto!

Abbigliamento

Ti stai proponendo in un autolavaggio e non nell’ufficio di una banca, quindi il tuo abbigliamento dovrà essere consono all’ambiente, non impostato, niente giacca o camicia ben stirata o le scarpe che usi per andare a cena fuori: indossa piuttosto una polo ordinata e pulita, un paio di jeans puliti e un paio di scarpe sportive ma non troppo vistose; se poi, vuoi davvero attirare positivamente l’attenzione del datore di lavoro, indossa un paio di scarpe antinfortunistica pulite.

Informati

Prima di presentarti al colloquio, documentati bene sull’autolavaggio e sui servizi offerti e preparati qualche domanda da fare.

Prima del contatto

Prima di entrare dentro l’autolavaggio assicurati di avere un viso sorridente, un atteggiamento sicuro, non sbruffone, schiena dritta e mento alto, non tenere il curriculum piegato o stropicciato, tienilo in una cartellina pulita e ordinata.

Una volta che hai individuato il datore di lavoro, fai in modo che ti noti, non sbracciando come farebbe un cinese affamato in ristorante, basterà un cenno con il viso o un saluto cordiale con la mano. Se per caso il datore di lavoro è intento a rifinire o consegnare un’auto, non andargli vicino e non disturbarlo, sarà lui a notarti e a venirti incontro.

Il primo contatto

Anche se il tuo curriculum è fatto di anni e anni di esperienza, il tuo pontenziale nuovo datore di lavoro non lo sa! Quello che ti permetterà di essere valutato bene o male, accade tutto nella fase del primo contatto: Saluto – Stretta di mano – Contatto visivo

  • Saluto

Ciao: è un saluto confidenziale, che dobbiamo rivolgere solo a conoscenti e amici. Deriva da sciao (= schiavo), una parola di origine veneziana molto formale, che si usava verso i signori con il significato di servo vostro.

Buongiorno: può essere usato fino al tramonto e con chiunque.                                        Buonasera: si usa dopo il tramonto e può essere usato con chiunque.                                    Salve: non è un saluto molto apprezzato dal galateo in quanto è usato in situazioni di indecisione. Tecnicamente, inoltre, non dovrebbe essere utilizzato, in quanto è un termine latino e il galateo sconsiglia l’utilizzo di termini non Italiani.

La formula più corretta di saluto formale è sempre “Buongiorno” o “Buonasera”, dando del lei, a meno che non sia il datore di lavoro a proporre di passare al tu.

  • Stretta di mano

Se il datore di lavoro ha una bella stretta, adeguati ad essa. Ovviamente non deve essere una gara a chi stringe più forte. La stretta di mano si deve sentire, ma non deve fare male! Il segreto sono i pollici. Si devono intersecare, quasi abbracciare. È una sensazione piacevole e rilassante. Quindi tieni su il pollice e abbraccia con garbo quello del datore di lavoro al momento della stretta di mano. Attenzione alla distanza sociale! Rispetta la distanza di almeno 60 cm dal datore di lavoro, non devi invadere il suo spazio sociale. Se indietreggia è un chiaro segnale che hai già sbagliato.

Contatto visivo

Troppo breve sembrerà che tu sia sfuggente. Troppo lungo rischi di apparire invadente. Se parlerai continuando a guardarlo fisso negli occhi questo può essere controproducente, il datore di lavoro potrebbe sentirsi invaso; se invece lo guardi negli occhi pochissimo o per niente potrebbe percepirti come disinteressato. Quanto deve durare il contatto visivo per fare una buona impressione? È stato stimato che la quantità ideale di contatto visivo in una conversazione deve essere pari al 25% dell’interazione, nel restante 75% della comunicazione un modo per continuare a comunicare interesse senza essere troppo invadente è quello di guardare altri punti del volto, o comunque in direzione della persona.

Durante il colloquio

Qualcosa non ti è chiaro? Non ti preoccupare, fai domande! Fare domande o chiedere spiegazioni ti aiuta a capire meglio il ruolo per il quale ti stai candidando, ma è anche sinonimo di curiosità, intelligenza e umiltà, qualità sempre apprezzate dai datori di lavoro. Sii spontaneo, ti aiuterà sicuramente a distinguerti da tutti gli altri candidati. Hai pochi minuti per fare una buona impressione, fatti “desiderare”, non mostrarti supplichevole e non far trasparire l’esigenza. Non dire bugie, non mostrare insicurezza o al contrario, non sopravalutarti. Non hai esperienza? Non nasconderlo, ma mostrati volenteroso di imparare e di metterti in gioco, la trasparenza è una qualità che potrebbe premiarti non solo durante il colloquio ma anche più avanti nel tempo qualora ti venisse dato il lavoro.

Cose da non dire e da non fare assolutamente
  • Se il datore di lavoro ti chiede: perché vuoi questo lavoro? Non rispondere assolutamente con frasi tipo “Perché me l’ha consigliato un mio parente o un amico”.

  • Quando ho le ferie?”. Non sei stato assunto e già stai programmando le tue ferie?

  • Non rispondere al telefono o ad un messaggio, nemmeno fosse Trump in persona.

  • Non parlare male del tuo ex datore di lavoro.

  • Sullo stipendio invece, evita frasi o domande tipo: “Quant’è lo stipendio?” oppure “Spero di prendere più di quanto prendo ora”.

    Aspetta sempre che sia il datore di lavoro a parlare dello stipendio.

Il congedo

Terminato il colloquio saluta con una stretta di mano ed un sorriso, ringraziando il datore di lavoro per averti dedicato il suo tempo. Evita assolutamente di chiedere qual è l’esito del colloquio di lavoro perché faresti solo la figura dell’ansioso e dell’insicuro.



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