Vorresti risparmiare sui costi dell’acqua?

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Stai pensando a come risparmiare sui costi dell’acqua? L’acqua è un bene inestimabile, fonte di vita, ma deve essere usata in maniera intelligente, senza sprechi inutili e questo non sempre accade. Il 30% delle risorse idriche oggi disponibili viene infatti sperperato direttamente o indirettamente. Come se, su 10 bottiglie prodotte dallo Stato, a causa delle perdite, solo 7 venissero distribuite effettivamente all’utente.
Quindi, Ridurre i costi fissi e risparmiare è uno dei primi obiettivi che il lavaggista dovrebbe porsi nel breve e nel lungo periodo. Non c’è dubbio che una strategia di riduzione dei costi fissi possa portare a importanti margini di risparmio. Ma dove tagliare le spese superflue? La difficoltà maggiore sta tutta qui, nel capire come ridurre i costi aziendali senza investire o quantomeno con investimenti sostenibili per l’autolavaggio.

Recupero Acque Piovane

Il recupero delle acque piovane sta acquistando importanza crescente nell’ambito dell’approvvigionamento e dello smaltimento delle acque; ultimamente si parla infatti sempre più frequentemente di risparmio idrico.
L’utilizzo delle acque piovane rientra nell’insieme di quelle strategie volte a razionalizzare l’utilizzo di una risorsa altamente preziosa come l’acqua, evitando inutili sprechi.
Recuperare le acque piovane aiuta, infatti, a risparmiare acqua, a controllare i deflussi superficiali in zone a rischio, a ripristinare l’equilibrio delle falde sotterranee che in molte zone è stato alterato da prelievi scriteriati.
Anche laddove la disponibilità di acqua è abbondante, è ragionevole evitare gli sprechi, anche perché, con l’andare del tempo, il progressivo peggioramento della qualità delle fonti sotterranee e l’evoluzione climatica cui stiamo assistendo che alterna prolungati periodi di siccità a intensi nubifragi renderanno sempre più costoso l’approvvigionamento di acqua con idonee caratteristiche di qualità.
L’imminente costituzione sull’intero territorio nazionale delle Autorità d’Ambito per la gestione del Servizio Idrico Integrato, che amministreranno la risorsa idrica dall’approvvigionamento alla depurazione, comporterà sicuramente nel prossimo futuro un aumento del prezzo dell’acqua, che si potrà differenziare a seconda delle varie realtà regionali, ma che comunque avrà un trend di crescita rivolto verso il costo medio europeo, che attualmente si aggira sui 2-5 Euro/metro cubo.
Inoltre, il Decreto Legislativo 152/99 (e s.m.i.) prevede al Capo II Tutela Quantitativa della Risorsa e Risparmio Idrico norme e misure volte a favorire la riduzione dei consumi e ad eliminare gli sprechi.

L’acqua piovana ricadente sulle coperture deve essere opportunamente canalizzata e convogliata in vasche d’accumulo in calcestruzzo armato o polietilene dotate di filtro, in cui viene stoccata al fresco ed al buio in un ambiente igienicamente sicuro. Al raggiungimento della capacità massima delle vasche, l’acqua in eccesso defluisce allo scarico.
Una apposita centralina distribuisce l’acqua piovana accumulata nei serbatoi sotterranei.

L’accumulo ed il riutilizzo dell’acqua piovana può essere attuato presso i più svariati insediamenti, come, ad esempio, i complessi residenziali, sportivi, ricreativi in genere, le aree industriali, le aziende agricole, le stazioni di servizio e gli autolavaggi. Per il dimensionamento opportuno delle vasche d’accumulo è utilizzata una formula di dimensionamento già sperimentata in Europa da molti anni.

È necessario conoscere la piovosità locale della zona ove è ubicato l’insediamento, il consumo idrico giornaliero e stagionale, la superficie di raccolta disponibile e le caratteristiche tecniche di tetti e coperture e l’intervallo massimo di giorni di secco.

I principali vantaggi che i sistemi per il riutilizzo delle acque piovane offrono sono i seguenti:

Il risparmio economico; l’impianto è ammortizzabile in un tempo che va dai 2 ai 5 anni (in funzione del costo dell’acqua potabile).
La possibilità di far fronte a periodi di siccità o a periodi di scarsa disponibilità di acqua di rete.
Il recupero di acqua che possiede ottime caratteristiche di qualità.
Il contributo al mantenimento del livello delle falde acquifere e alla regimazione dei deflussi superficiali.
L’estetica degli insediamenti, in quanto le vasche completamente interrate non ne alterano l’aspetto.

Riciclo dell’acqua totale o parziale

Gli impianti di autolavaggio che depurano l’acqua e la riciclano, possono ridurre il consumo di acqua e detergenti drasticamente. Gli impianti di autolavaggio

impiegano normalmente un sistema a flusso lineare: prelevano acqua dalla rete idrica, aggiungono i prodotti chimici necessari ed usano la miscela ottenuta.

L’acqua di lavaggio usata viene raccolta in un separatore d’olio collegato direttamente alla rete fognaria: mano a mano che l’acqua di lavaggio affluisce nel separatore, un’uguale quantità di liquido già contenuta nello stesso si riversa nella rete fognaria.

Questo tipo di sistema, molto diffuso, utilizza grandi quantità di acqua e prodotti chimici e produce quantità altrettanto grandi di acque reflue contaminate.

La soluzione è costituita da impianti che depurano e riciclano l’acqua creando un circuito in cui almeno l’80% dell’acqua, altrimenti destinata alla rete fognaria, viene reimmessa in circolo ed utilizzata per altri lavaggi.

Per eliminare dall’acqua di ricircolo il materiale estraneo che la renderebbe inadatta per nuovi lavaggi sono previsti sistemi di depurazione che riportano la qualità dell’acqua ai livelli richiesti.

Alcuni sistemi utilizzano metodi di separazione collaudati e affidabili, come ad esempio la sedimentazione e la filtrazione su sabbia, e prodotti chimici noti e di costo contenuto che non hanno un particolare impatto negativo sull’ambiente.

Questi sistemi permetteno di ridurre del 94-99% la contaminazione da oli e metalli pesanti e del 70-90% il consumo di acqua e detergenti, mantenendo inalterata la qualità del lavaggio. Se alcuni di questi sistemi di lavaggio e ricircolo fosse utilizzato in tutti gli impianti di autolavaggio, il potenziale risparmio di acqua nell’Unione Europea (UE) sarebbe equivalente al consumo domestico d’acqua di circa 1,5 milioni di persone e un risultato almeno equivalente si otterrebbe utilizzando il sistema per la pulizia dei mezzi pesanti, ottenendo anche un risparmio nel trattamento delle acque reflue.

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