Perchè depurare l’acqua dell’autolavaggio?

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Perchè depurare l’acqua dell’autolavaggio?

Depurare l’acqua significa liberare l’acqua da qualsiasi genere di impurità in essa contenuta, agenti inquinanti o microrganismi.
La depurazione di acqua non è un processo singolo, ma contiene molte fasi. Le fasi che devono venire eseguite dipendono dal genere di impurità che si trovano nell’acqua, che possono differire molto per differenti tipi di acque.

Quali sono i sistemi più utilizzati nell’autovaggio?

DISSABBIATORE

Rimuove sabbie e solidi inerti, normalmente più pesanti e grossolani degli organici, che potrebbero provocare l’usura delle parti meccaniche o l’accumulo di inerti nelle sezioni di impianto successive. Il processo sfrutta la forza di gravità per la separazione; è quindi necessaria una velocità bassa della corrente di liquido da trattare. Una volta separati, i solidi verranno asportati periodicamente.

DISOLEATORE

Separa l’olio e gli idrocarburi dall’acqua sfruttando la forza di gravità. Gli oli, infatti, hanno

peso specifico inferiore all’acqua e restano in superficie, quindi per una buona separazione servono condizioni calme e basse velocità di corrente. Periodicamente bisogna rimuovere lo strato di olio.

TRATTAMENTO BIOLOGICO

Il trattamento biologico di acque reflue è applicato per abbassare il carico organico di composti organici dissolti.

La depurazione avviene grazie a dei batteri, cioè da organismi viventi, la cui gestione deve essere molto accurata. Occorre garantire un minimo di scarico per alimentare la flora batterica, le temperature dell’acqua non devono essere troppo basse; non bisogna immettere sostanze troppo aggressive, tipo: acido di batterie, deceranti parafinici o sterilizzanti a base di ipoclorito). Per portare l’impianto a regime – quindi per creare la biomassa

occorre circa una settimana di avviamento. L’operazione può essere accelerata con opportuni enzimi, ma soltanto nei primi giorni, per evitare la crescita di batteri competitori indesiderati.

Per prevenire i cattivi odori provocati dalla fermentazione anaerobica del liquame occorre un’adeguata e costante aerazione.

Questi sistemi di depurazione a biomassa adesa sfruttano la biodegradabilità delle sostanze chimiche utilizzate nei lavaggi; vengono installati in vasche interrate di calcestruzzo o vetroresina e hanno costi di esercizio modesti.

TRATTAMENTO CHIMICO

Il processo di sedimentazione, grazie all’aggiunta di particolari prodotti chimici, abbatte gli inquinanti e li trasforma in fango stabile. Questi sistemi sono utilizzati per impianti medio-grandi, con scarico in fogna pubblica o acque superficiali.

L’acqua di scarico viene addizionata con prodotti precipitanti a base di alluminio e polielettroliti anionici e cationici, liquidi o in polvere, miscelati attraverso un miscelatore statico a basso numero di giri e immessi in una vasca di contatto nella quale maturano i fanghi. Questi per gravità precipitano, per poi essere scaricati a intervalli regolari in appositi sacchi drenanti.

Gli alti costi di gestione, dovuti allo smaltimento dei fanghi chimici e alla gestione dei prodotti chimici, ne sconsigliano oggi, quasi sempre, l’utilizzo.

I sistemi di depurazione basati su un processo chimico sono versatili e regolabili in tempo reale sulle esigenze di scarico dell’impianto di lavaggio.

FILTRO A QUARZO

La filtrazione in pressione su quarzite e carbone attivo permette di eliminare i residui solidi di dimensione maggiore o uguale a 90 micron e buona parte di tensioattivi, cere e metalli pesanti. L’acqua di scarico viene pompata in pressione attraverso filtri in quarzite a granulometria variabile, poi attraverso letti a carbone attivo, ad alto potere assorbente, che trattengono in modo irreversibile inquinanti organici e metalli pesanti.

I carboni attivi dovranno essere periodicamente sostituiti e smaltiti, mentre le vasche di alimentazione e scarico dei filtri dovranno essere areate da una soffiante, per evitare i cattivi odori.

Questi trattamenti sono ideali per impianti di lavaggio medio piccoli, che scaricano nelle fognature pubbliche, o quando sia richiesto il riutilizzo dell’acqua nelle fasi iniziali di lavaggio.

Questo sistema ha il vantaggio di un ingombro ridotto e la semplicità di gestione, inoltre sono meno sensibili alle temperature esterne di quelli biologici. Non risentono inoltre della presenza di eventuali inquinanti aggressivi che potrebbero invece uccidere la colonia di batteri.

Sedimentazione

Prima che il processo di depurazione inizi alcuni agenti inquinanti, come l’olio, possono essere fatti sedimentare in una vasca di sedimentazione. Dopo che hanno raggiunto la parte piu’ bassa del serbatoio, possono essere rimossi facilmente.

Rimozione di mocrorganismi pericolosi

Spesso l’acqua inquinata deve essere liberata dalla presenza di microorganismi. L’acqua è quindi disinfettata, solitamente per mezzo di clorazione.

Rimozione di solidi dissolti

I microrganismi non sono soltanto una minaccia per l’acqua: possono anche essere un vantaggio quando giungono ai processi di depurazione dell’acqua. Possono convertire gli agenti inquinanti nocivi in sostanze inoffensive. Questo processo biologico di depurazione richiede solitamente molto tempo ed è usato solo per l’acqua inquinata con contaminanti che i microrganismi, solitamente batteri, possono convertire.

Tecniche fisico/chimiche

Quando il trattamento dei microrganismi non è un’opzione possibile, si usano spesso diverse tecniche di trattamento, denominate tecniche fisico/chimiche. Il trattamento chimico si occupa spesso dell’aggiunta di determinati prodotti chimici, in maniera da assicurare che gli agenti inquinanti cambino struttura e possano quindi essere rimossi più facilmente. In questo modo si rimuovono fertilizzanti, quali i nitrati. La rimozione degli agenti inquinanti può anche essere effettuata con processi chimici specifici più difficili: capire completamente tali fasi di depurazione richiede una certa formazione. Il trattamento fisico si occupa solitamente delle fasi di depurazione come la filtrazione.

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